Comuni della Valnerina

NORCIA

Norcia - Comuni della Valnerina

Norcia Norcia-Stemma.pngè una città di 4889 abitanti in provincia di Perugia, città natale dei santi Scolastica e Benedetto, la statua di quest’ultimo troneggia al centro della piazza principale chiamata appunto piazza San Benedetto(vedi foto). La città ha origini sabine anche se il suo nome è probabilmente un omaggio alla dea etrusca della fortuna Northia.Nel III secolo la città subisce la conquista romana diventando un punto cardine dell’impero tanto da essere citata nell’eneide di Virgilio con l’appellativo di frigida (viste le basse temperature che il luogo raggiunge d’inverno),e dando i natali a Vespasia Polla madre dell’imperatore Vespasiano la cui statua si trova ancora all’interno del palazzo denominato “Castellina”costruito da Jacopo da Vignola.

Luoghi d’interesse in Città:

– Basilica di San Benedetto XI sec.

– Portico dei Cereali 1570

– Castellina 1554

– Palazzo Comunale XV sec.

– Cattedrale di Santa Maria Argentea 1540

– Chiesa di San Francesco XIV sec

– Chiesa di Sant’Agostino XIV sec

– Tempietto 1354

Frazioni d’interesse

– Castelluccio – “Capitale dei Piani e dei Sibillini”

– Campi – Castello dell’ XI sec

– Biselli – Castello dell’XI sec con meravigliose Gole del Corno

– Legogne e Cortigno – Borghi di altaquota con meravigliosi panorami sul Casciano

– Pescia – Inghiottitoio carsico con corso d’acqua (Alto Sordo) che scompare nel vuoto.

PRECI

Preci - Comuni della ValnerinaPreciPreci – Stemma Città di 799 abitanti della Valle Castoriana situata lungo il corso del Campiano a pochi chilometri dalla sua emissione sul Nera a 596 mslm.

Il territorio del Comune va dai monti più alti dell’Umbria (Monte Lieto, Monte Cavallo, Monte Fema) il paesaggio di alta quota (dai 2400 ai 1200 slm) è composto da brughiere dall’aspetto nordico ed austero con composizioni floreali naturali quali genziane, bocche di leone, orchidee  selvatiche.  A quote più basse prima i faggi lasciano il posto a carpinete e cerreti che raggiungono il fondovalle ove turbolenti scorrono limpide le acque del Nera e del Campiano. I Boschi custodiscono la fauna tipica dell’Appennino Centrale, dall’Orso Marsicano, ai lupi a cervi, camosci appenninici, caprioli, cinghiali, aquile, falchi e tutto il patrimonio ornitologico appenninico, i fiumi pullulano di trote, gamberi di fiume e salamandre rare.

Castello fondato dai Longobardi di Spoleto nell’XI secolo, nel 1198 fu annesso allo Stato della Chiesa, ne seguì le sorti sino all’Unità d’Italia

Luoghi d’interesse in Città

– Pieve di Santa Maria XIII sec.

Frazioni d’Interesse:

– Abbazia di Sant’Eutizio luogo di Culto Cristiano del V sec

– Abeto e Todiano enclavi fortificati Toscane del X secolo

–  Belforte Rocca Albornoziana del XV sec

– Poggio di Croce, Roccanolfi, Roccabufo borghi fortificati del XV secolo con stupendi panorami sulla Valnerina.

CASCIA

Cascia - Comuni della Valnerina

CasciaCascia – Stemma è un comune della Valnerina con 3261 abitanti (dati ISTAT anno 2010) situata a sud- ovest dell’Umbria, ad un’altitudine di 563m sul livello del mare. Questa cittadina è localizzata nel territorio più montuoso della regione, nelle vicinanze del Parco Nazionale dei Monti Sibillini adagiandosi sul colle S.Agostino, ed è circondata da numerosi rilievi che si attenuano sino al fiume Corno, affluente del Nera.

Cascia ha una storia millenaria; i cui segni sono ben visibili da numerose testimonianze (documenti, monumenti, ecc. , …) già qualche secolo prima della fondazione di Roma, e era abitata da una popolazione che si dedicava alla pastorizia e alle via della transumanza.

In età romana, come alcune zone limitrofe al paese, era un centro di rilievo, da come è dimostrato da recenti ricerche archeologiche che hanno portato alla luce una documentazione sulla presenza di importanti magistrature.

Successivamente al crollo dell’impero romano, il paese è sottoposto a costante invasioni e saccheggi impartite inizialmente dai Goti, e successivamente dai Longobardi e Saraceni; fino al 789 con la dominazione dei Franchi. Questi ultimi doneranno poi l’attuale comune di Cascia al papato dell’imperatore Ottone I nel 962.

Durante il periodo medievale, oltre a passare sotto la signoria di Foligno, conosce il suo massimo splendore come la maggioranza delle città umbre.

Successivamente all’attacco delle truppe di Federico II di Svevia, cadde in mani straniere, per poi tornare sotto il potere dello Stato pontificio. In quest’ultimo caso, il papa, per premiare la dedizione e la fedeltà della popolazione alla chiesa li premiò non fece pagare loro i tributi per quasi 10 anni.

Durante le dispute tra le fazione Guelfa e dei Ghibellini e Il trasferimento del papa ad Avignone, subì grandi confusioni interne che si ripercossero su Cascia, con guerre interne tra le famiglie più importanti del comune, fino al 1380 in cui tornò la calma. Nel contesto di continua lotta per la supremazia al potere, hanno un ruolo determinante i “PACIERI” (tra cui anche la famiglia di Santa Rita da Cascia), che con il loro contributo riuscirono a ripristinare la tranquillità.

Prima del 1596, dove papa Clemente VIII fece elevare Cascia al rango di Città, c’è da ricordare che la stessa città di Santa Rita, come le zone limitrofe furono gravemente danneggiate da forti scosse di terremoto tra il 1328 e 1599. Successivamente, nel 1703 a causa di forti calamità naturali che rasero al suolo della città, e la crisi economica dell’epoca, molte famigli emigrarono in cerca di fortuna verso altre zone.

Dopo questi eventi, che segnarono drasticamente la città, questa divenne di nuovo terra di lotte sino ad essere occupata dai francesi, per poi essere smembrata nel 1809 per creare il comune PoggiodomoPoggiodomo – Stemma (Mucciafora, Roccatamburo, Osigni), e contemporaneamente perse anche la frazione di Triponzo, attaccata dal comune di Città Reale.

Nel 1861 entra a far parte del nuovo Regno d’Italia.

Luoghi d’interesse in Città

– Chiesa di San Francesco XIII sec

– Chiesa di Sant’Antonio Abate XV sec

– Basilica di Santa Rita XX sec

Frazioni d’interesse

– Roccaporena patria di SANTA RITA XV sec

– Avendita, Fogliano, Logna, Chiavano stupendi borghi montani del XV secolo con chiese affrescate

MONTELEONE

monteleone di spoleto - Comuni della ValnerinaMonteleoneMonteleone di Spoleto – Stemma Città di 636 abitanti sita nel Colle di Brufa che domina la Valle del Corno a 978 mslm.

Il territorio del Comune va dai monti più alti dell’Umbria (Monte Coscerno, Monte Birbone) il paesaggio di alta quota (dai 1600 ai 1200 slm) è composto da brughiere dall’aspetto nordico ed austero con composizioni floreali naturali quali genziane, bocche di leone, orchidee  selvatiche.  A quote più basse prima i faggi lasciano il posto a carpinete e cerreti che raggiungono il fondovalle ove turbolenti scorrono limpide le acque del Corno. I Boschi custodiscono la fauna tipica dell’Appennino Centrale, dai lupi a cervi, caprioli, cinghiali aquile, falchi e tutto il patrimonio ornitologico appenninico.

Il Nobile Longobardo Attone nell’880 eresse il Castello di Brufa nucleo originale dell’attuale Monteleone, nel 1100 passò al Ducato di Spoleto, nel 1198 allo Stato Pontificio e fu affidato nel 1265 ai Tiberti. Nel 1535 i Monteleonesi insorsero ed instaurarono una Repubblica Indipendente. Nel 1559 fu riannessa allo Stato Pontificio e ne seguì le sorti sino all’Unità d’Italia.

Luoghi d’interesse in Città:

– Chiesa di San Nicola XIII sec

– Chiesa di San Francesco XIII sec

– Chiesa di San Giovanni XV sec

– Colonnina di confine Stato/Regno in piazza 1820

Frazioni d’Interesse

– Monte Birbone miniere d’oro e d’argento d’epoca pontificia

– Ruscio ruderi di archeologia industriale della fonderia pontificia del XVIII sec denominata ferriera

POGGIODOMO

poggiodomo - Comuni della ValnerinaPoggiodomoPoggiodomo – Stemma Città di 135 abitanti sita nell’omonimo colle che domina la Valle del Tissino a 974 mslm.

Il territorio del Comune va dai monti più alti dell’Umbria (Monte Maggio, Monte Coscerno) il paesaggio di alta quota (dai 1600 ai 1200 slm) è composto da brughiere dall’aspetto nordico ed austero con composizioni floreali naturali quali genziane, bocche di leone, orchidee  selvatiche.  A quote più basse prima i faggi lasciano il posto a carpinete e cerreti che raggiungono il fondovalle ove turbolenti scorrono limpide le acque del Tissino. I Boschi custodiscono la fauna tipica dell’Appennino Centrale, dai lupi a cervi, caprioli, cinghiali, aquile, falchi e tutto il patrimonio ornitologico appenninico.

Il Castello fondato nel XIII secolo dai Longobardi di Spoleto passò immediatamente a Leonessa poi a Cascia poi di nuovo a Spoleto che nel frattempo era stata annessa allo Stato della Chiesa. Seguì le sorti dello Sato della Chiesa sino all’Unità d’Italia.

Luoghi d’interesse in Città

Chiesa di San Salvatore XIV sec.

Frazioni d’Interesse:

– Eremo della Madonna della Stella 1337

– Usigni 1223

– Mucciafora frazione a 1400 mslm “Capitale dell’Altopiano dell’Immagine” con meravigliosi panorami sui Sibillini, Laga e Terminillo e le Vallate sottostanti

-Roccatamburo Borgo Fortificato del XIII sec.

CERRETO DI SPOLETO

cerreto di spoleto - Comuni della ValnerinaCerreto di SpoletoCerreto di Spoleto – Stemma Città di 1149 abitanti sita sull’omonimo Colle a picco sulla Valle del Nera a 557 mslm.

Il borgo fortificato, risalente al XIII secolo, si estende su una superficie di 75 kmq. La sua posizione, a dominio delle valli del Nera e del Vigi, lo ha reso sin dall’antichità un importante crocevia tra Norcia, Preci e Spoleto. A riprova della sua importanza strategica sono le continue lotte tra Spoleto e Norcia prima e con lo Stato Pontificio poi. I cerretani, questo è il nome dei suoi abitanti, sono anche noti con l’appellativo di “ciarlatani”. Si racconta infatti che nel medioevo gli abitanti di Cerreto godessero di una notevole floridezza economica e “divennero famosi per gli appalti che essi prendevano con opere pie ed ospedali, per i quali gestivano le questue, con abile astuzia e simulazioni, sì da far assimilare l’epiteto di cerretano con quello di ciarlatano e imbroglione. La famosa Sagra del Ciarlatano che si svolge ogni anno nel periodo estivo ne è la testimonianza.

Luoghi d’Interesse in Città

– Monastero di San Giacomo XV sec

– Chiesa di Santa Maria de Libera XV sec

Frazioni d’interesse:

Triponzo – Borgo Fortificato di epoca Romana con stabilimento termale, Strada cava Sabina a picco sulle Gole del Corno ed epigrafe stradale Romana.

Ponte – Rocca Longobarda Capitale dell’Omonimo Guastallato che fungeva da Capoluogo della Valnerina durante il Ducato di Spoleto

Nortosce – Piccolo Borgo con vista panoramica sulla Valle del Corno

SELLANO

sellano - Comuni della ValnerinaSellanoSellano – StemmaLa Città di 1’151 abitanti è sita a 640 mslm sull’omonimo Colle a picco sulle Gole del Vigi oggi interrotte da una piccola diga che ha formato il grazioso Lago del Vigi posto proprio al di sotto di Sellano.

Il territorio del Comune va dai monti più alti dell’Umbria (Monte Maggiore, Monte Fema e Monte Cavallo dai 1400 ai 1200 slm) è composto da brughiere dall’aspetto nordico ed austero con composizioni floreali naturali quali genziane, bocche di leone, orchidee.  A quote più basse prima i faggi lasciano il posto a carpinete e cerreti che raggiungono il fondovalle ove turbolenti scorrono limpide le acque  del Menotre e del Vigi. I Boschi custodiscono la fauna tipica dell’Appennino Centrale, dai lupi a cervi, caprioli, cinghiali, aquile, falchi e tutto il patrimonio ornitologico appenninico, i fiumi pullulano di trote, gamberi di fiume e salamandre rare

Sellano fu un vicus fondato dai Romani, passò ai Goti, ai Bizantini, ai Longobardi di Spoleto allo Stato Pontificio per poi essere annesso all’Italia.

Luoghi d’Interesse in Città:

– Palazzo Comunale del XVI sec

– Chiesa di San Francesco del 1538

– Chiesa di Santa Maria del 1200

Frazioni d’Interesse

– Cascate delle Rote e Lago del Vigi

– Cammoro meraviglioso Castello del XII sec che domina la Valle delle Vene

– Postignano meraviglioso Castello del XIV sec perfettamente conservato

SANTA ANATOLIA  DI NARCO

Sant'Anatolia di Narco - Comuni della ValnerinaSant’Anatolia di NarcoSant'Anatolia di Narco – Stemma Città di 592 abitanti sita a 328 mslm sull’omonimo colle posto lungo il Nera

Il piccolo borgo medievale che costituisce il piccolo comune di Sant’Anatolia di Narco conserva l’architettura tipica del castello arroccato che era nei secoli precedenti. Di pianta ellittica, è possibile ammirare ancora oggi l’antico muro di cinta che ne racchiude i casi disposte tra scorci e vicoli, ed interrotto dalle tre porte d’accesso, di cui una, la meglio conservata e forse la più suggestiva, che era posta a controllo della strada che saliva dal fiume Nera.

Oltre ai resti del castello, rimangono oggi all’interno del borgo anche suggestive case-bottega, ma successive modificazioni nei secoli XVI – XVII hanno cancellato le tracce del primo impianto urbanistico

Il nome del paese rimanda a quella che è la risorsa che per secoli è stata risorsa fondamentale delle popolazioni che hanno abitato l’area: il fiume Nera. Nahar, il nome antico del fiume, è ancora oggi parte del nome della città, richiamo all’antica storia del luogo e alla popolazione preromana che abitava le sponde del fiume, i Naharki. Ma il suo nome ricorda anche l’opera di cristianizzazione operata nella zona dai benedettini, che furono diffusori in tutta la Valnerina del culto della martire Anatolia, vissuta nel III secolo d.C.

Di interesse storico-artistico sono le varie chiese dislocate nel comune di Sant’Anatolia di Narco e nelle sue frazioni, che compensano le dimensioni ridotte con apparati pittorici ben conservati attribuiti a maestranze operanti in umbria come Il Maestro di Eggi o Lo Spagna, tra cui si può ricordare Santa Maria delle Grazie a Sant’Anatolia di Narco, Santa Maria delle Grazie e Santa Cristina a Caso, San Michele Arcangelo a Gavelli. Non può mancare, infine, l’Abbazia dedicata ai Santi Felice e Mauro, presso Castel San Felice, il cui complesso architettonico è arricchito dalla splendida chiesa romanica che conserva le spoglie dei santi.

Luoghi d’interesse in Città

– Chiesa di Sant’Anatolia del XIV sec

– Il Convento di Santa Croce del XIII sec

– Il Museo della Canapa del 2008

Frazioni d’Interesse

– Castel San Felice stupendo borgo medioevale con annessa Abbazia di San Felice e Mauro del V sec.

– Grotti antica rocca semirupestre del XII sec

– Gavelli stupendo borgo di alta quota (1’151 mslm) con la stupenda Chiesa di San Michele con affreschi dello Spagna e panorami sulla Valnerina e Valle Spoletina.

SCHEGGINO

Scheggino - Comuni della ValnerinaSchegginoScheggino – Stemma Città di 484 abitanti sita alle pendici dell’Eremita poste sulla confluenza tra il Fiume Casano (il più corto d’Italia nasce presso la Porta di Valcasana del Castello) ed il Fiume Nera a 282 mslm.

Il territorio del Comune va dai monti più alti dell’Umbria (Monte Coscerno, Monte Eremita, Monte Motola dai 1600 ai 1200 slm) è composto da brughiere dall’aspetto nordico ed austero con composizioni floreali naturali quali genziane, bocche di leone, orchidee.  A quote più basse prima i faggi lasciano il posto a carpinete e cerreti che raggiungono il fondovalle ove turbolenti scorrono limpide le acque del Nera e del Pontuglia. I Boschi custodiscono la fauna tipica dell’Appennino Centrale, dai lupi a cervi caprioli, cinghiali, aquile, falchi e tutto il patrimonio ornitologico appenninico, i fiumi pullulano di trote, gamberi di fiume e salamandre rare.

Rocca Medioevale del XIII sec. seguì le sorti dello Stato Pontificio sino all’Unità d’Italia

Luoghi d’interesse in Città

– Chiesa di San Nicola del XVI sec con affreschi dello Spagna

– Chiesa di Santa Felicita del XIII sec.

– Sorgenti di Porta di Valcasana (Fiume Casano)

Frazioni di interesse:

– Monte San Vito e Civitella antichi Castelli del XII sec. alle pendici di Monte Mottola con stupendi panorami rispettivamente a 1000 e 700 mslm.

– Ceselli e San Valentino Castelli del XIV e del XII sec di fondo Valle, la leggenda vuole che San Valentino sia il luogo di nascita dell’omonimo Santo.

– Pontuglia Borgo del XII sec composto da mulini ad acqua ancora funzionanti.