La Sibilla

Il Monte Sibilla è un rilievo montuoso (2.173 m) del gruppo appenninico dei Sibillini. Prende il nome dalla Sibilla Cumana, mitica abitatrice dell’omonima grotta (situata nei pressi della sommità), che da secoli vela l’altura di un’aura di leggenda e mistero.Tutto il territorio è situato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Geologia del Sibilla
Il monte è quasi completamente composto da rocce carsiche,la sua sommità è circondata da rocce rosate scoscese che, formando una sorta di muro di cinta, gli hanno fatto assumere la forma di una caratteristica “corona”.Panorama_di_un_versante_del_Monte_Sibilla.JPG

Il Monte Sibilla fra storia e leggenda

Il rilievo montuoso deve il suo alone di mistero alla leggenda della Sibilla, figura mitologica che abitava la grotta omonima, un antro che si apre in un varco roccioso vicino alla cima posta a 2173 m s.l.m. Attualmente l’ingresso è ostruito da una frana.

Andrea da Barberino, con la pubblicazione del suo libro Il Guerrin Meschino, contribuì alla divulgazione della leggenda della Sibilla. Narra infatti di un cavaliere errante che si recò dalla maga per ritrovare i suoi genitori. Per un anno, soggiornò nell’antro e resistette, con tutte le forze, alle sue tentazioni.

Anche il francese Antoine de la Sale arricchì, con un racconto dettagliato, la storia, la natura dei luoghi e la conoscenza dei monti Sibillini. Compilò un’accurata pianta topografica della Grotta della Sibilla, che è attualmente conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi, descrivendo uno spazio ampio e circondato da sedili scavati nella roccia.lasalle_4938cj35

Le informazioni, spesso, erano tramandate oralmente e ricche di imprecisioni. Nel maggio del 1420, Antoine de la Sale scalò la cima del Monte Sibilla.
Raccontò l’esperienza nel suo Le Paradis de la Reine Sibylle (Il paradiso della Regina Sibilla), contenuto nel libro “la Salade”, descrivendo la vita e le abitudini dei valligiani dell’Appennino del XV secolo.

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