Norcia romana e sabina

Norcia romana e sabina

Situata a 604 metri dal livello del mare, all’estremità di un campus con tracce di viabilità antica, e centurazioni, Norcia è la città più settentrionale della sabina storica, circondata da rilievi montuosi (tetrica mons) verso il piceno, e dal monte Vettore verso Arquata.
Tracce di insediamenti umani nella Valnerina risalgono al Neolitico, mentre è stata testimoniata una presenza umana continuativa dall’ottavo secolo avanti Cristo. La fondazione della città risale al sesto secolo ad opera dei sabini che nella zona identificata oggi come “Capo la terra” collocarono l’avamposto più settentrionale del territorio da essi controllato.
Probabilmente il nome Norcia deriva da “ northia ” nome etrusco della dea della fortuna. La città fu conquistata dai romani all’inizio del terzo secolo ottenendone la cittadinanza nel 268 a.c. e nel 241 fu asserita alla tribu Quirina, una delle ultime ad essere istituite insieme alla Velina per incorporare nelle strutture romane i sabini a cui era stata concessa la cittadinanza romana.
Già nella seconda guerra punica Norcia è alleata di Roma contro Cartagine. Nel secondo secolo avanti Cristo diviene prima prefettura poi municipio nella quarta legione sabina, anche se con l’estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli della penisola nel 90 a.c. perderà questa sua particolare condizione.
Nel 44 a.c. Norcia si allea con Marco Antonio nella guerra contro Cesare Ottaviano e nel 31 a.c. quando quest’ultimo capitolerà nella battaglia di Azio Norcia ne condividerà la sorte.
Nel 25 a.c. il più importante poeta romano ai tempi di Ottaviano, Publio Virgilio Marone, cita Norcia nel settimo libro dell’Eneide definendola prima come frigida (ciò è dovuto ai climi rigidi che di inverno raggiungono la città) e poi come patria di Eufente, alleato del re Turno contro i troiani. Eufente è uno dei nemici di Enea che sbarcato nel Lazio dopo la distruzione di Troia cerca un nuovo posto dove fondare quella che poi diventerà la città di Roma. Eufente, figura come comandante degl’ Equi, un’antica popolazione che occupava un’area compresa tra il Lazio e l’Abruzzo. Eufente muore nella battaglia finale decapitato da Gia, uno dei guerrieri più vicini ad Enea dopo aver perso tutti e quattro i figli immolati sulla pila di Pallante in seguito alla loro cattura da parte di Enea.
Con l’ascesa al potere nel 69d.c. dell’imperatore di origine sabine Vespasiano, Norcia acquisisce sempre più potere fini a diventare una provincia romana conosciuta con il nome di Nursia Valeria.
Vespasiano era figlio della patrona Vespasia Polla che proveniva da una ricca famiglia dell’ordine equestre di Norcia, la gens Vespasia. Svetonio nel 120, ci dice che suo padre Vespasio Pollione fu prefetto dell’accampamento e tre volte tribuno militare. Vespasia Polla sposò un esattore delle tasse, Tito Flavio Sabino appartenente anche esso ad una ricca famiglia equestre dell’alta sabina dal quale ebbe due figli, Tito Flavio Sabino e l’imperatore Tito Flavio Vespasiano.
Nel 250 la città ospita il vescovo folignate San Feliciano che la converte al cristianesimo. San Feliciano era nato nella romana Forum flaminii (ora San Giovanni Profiamma) fu eletto vescovo da papa Vittore I predicò per tutta l’Umbria e consacrò vescovo tra gli altri San valentino di Terni, morì martire nel 249.
Con la decadenza dell’impero d’occidente e le invasioni barbariche che ne conseguono, Norcia viene più volte devastata e saccheggiata prima dai Goti, e poi dai Longobardi che nel 572 la assoggettano al ducato di Spoleto. In questo periodo, Norcia vede la nascita del suo cittadino più illustre, San Benedetto fondatore del monachesimo occidentale. San Benedetto, fratello di Santa Scolastica, era nipote di Giustiniano Propo della gens Anicia e suo padre Eutropio era console e capitano generale dei romani, mentre sua madre era Abbondanza Claudia Dei Reguardati di Norcia, quando ella morì il dodicenne Benedetto insieme alla sorella fu mandato a Roma. Qua iniziò gli studi teologici e nel 592 fondò a Cassino il famoso monastero dove compose la sua regola: “ ora et labora”.
All’inizio del nono secolo Norcia subisce attacchi dai pirati saraceni.
Durante l’alto medio Evo, dopo i ripetuti attacchi subiti, Norcia attraversa un periodo di profonda depressione e decadenza economica, tanto che nell’890 la città viene abbandonata dalla popolazione, fino al 915,quando una colonia di Franchi si stabilisce nella pianura nursina.
L’agricoltura autarchica di sopravvivenza caratteristica di questo periodo, determina lo sviluppo dell’allevamento del maiale, la cui carne lavorata rappresenta tutt’oggi la maggior fonte di sostentamento della cittadina.
Nel corso di tutto il medioevo Norcia è città Guelfa, subordinata al dominio papale, ma nel dodicesimo secolo riesce a costituirsi libero comune.
In questo periodo la città da inizio a un connubio con l’abazia benedettina di Sant‘Eutizio che darà luogo alla nascita della scuola chirurgica nella quale le conoscenze anatomiche dei monaci si fondono con le pratiche chirurgiche che gli allevatori nursini svolgono sui suini.

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